ZEISS AS-63/840 steinheil

giugno 2008

INTRODUZIONE

Lo Zeiss AS-63/840 è un rifrattore di definizione semi-apocromatico composto da un obiettivo doppietto Steinheil da 63mm di apertura e 840mm di focale.

Il progetto risale alla metà degli anni ’20 e la realizzazione al 1929 quando, l’allora progettista Zeiss Mr. August Sonnefeld (che rivoluziona con i suoi AS la produzione Zeiss) utilizza lo schema Steinheil (che a differenza del Fraunhofer classico antepone il Flint al Crown e consente un obiettivo più corretto benché più difficile da costruire a causa della maggiore curvatura richiesta agli elementi ottici). Rispetto alla produzione dei più diffusi e recenti Telementor e Telemator (che ospitano doppietti fraunhofer serie “C” cementati) gli AS sono decisamente rari e il loro doppietto (spaziato in aria) offre una correzione cromatica che gli ingegneri Zeiss definivano “semi-apocromatica” ma che, come si evidenzierà dallo star test, oggi noi definiremmo apocromatica quasi a pieno titolo.

Lo strumento con il suo tubo originale in ottone e l'attacco per la montatura a forcella "panoramica"

La forcella originale dell'epoca (che oggi fa, insieme al tubo in ottone, bella figura

in un angolo del soggiorno di casa mia)

The objectiv is a twolense-cemented fully coated achromat with 63mm aperture and a focal length of 840mm (ratio: f/13.3). There is another (rare) version, the AS-63/840 lense. This is an airspaced semiapochromatic objective.

 

Today - in times of bigger apertures - many people say derogatory: "oh what a dinky little thing". This is on the one hand correct but - on the other hand not real intelligent. If you observe under poor conditions (seeing!), you can in the most cases forget bigger apertures, but you will get with that little aperture a sharp - high contrast image! Than, with a little aperture such this, you will perform out in conditions of strong seeing the most scopes with maybe 6, 8 or more inches diameter.
I have made observations with max. magnifications until 210 x (4mm ortho). With 140x there was nearly zero false color. The optic shows ever a clear, high-contrast image. At 210x there is a little bit more falsecolor. But its well tolerable. Here it doesn´´t matter, whether I observed moon, planets or the brighter dep-sky objekts, I got great views!
The diffractions rings are - intra- and extrafocal - total the same. There was no "spreading", no differences. Instead of this - perfect figures. Well done, Zeiss!
At splitting double stars you can see the high quality-level of this optic: I splittet
l Lynxidis (1"8 5m9/5m9) without any problems. I saw two starpoints with a little black zone between. Great!

passaggio tratto dal sito “unofficial” dei collezionisti Zeiss

RICERCA E ACQUISTO

La ricerca di uno strumento di questo tipo è cominciata accostandomi al più facile e meno dispendioso Telementor, lo strumento classico per eccellenza della produzione Zeiss Jena degli anni ’70. Medesime caratteristiche di apertura e focale degli AS ma progetto più moderno e correzione di tipo meno spinto (definita acromatica dagli ingegneri Zeiss).

L’amicizia con Massimiliano Lattanzi, che è un attento e competente collezionista oltre che infaticabile osservatore planetario, ci porta a chiacchierare lungamente del progetto Steinheil e, dopo molte considerazioni, lo convince a propormi un AS 63/840 originale, completo di montatura altazimutale Zeiss, treppiedi in legno e una T-MOUNT degli anni ’70 che nasceva per sostenere i Telementor dell’epoca.

L’occasione è rara e la colgo al volo: dopo un cospicuo bonifico e pochi giorni di attesa giunge il tutto, ancora in ottimo stato. Il tubo originale è in ottone e risulta perfettamente funzionante, completo di diaframmi interni e un focheggiatore a sezioni estensibili, oltre a un peso scorrevole sul tubo per il bilanciamento. Il complesso è bellissimo e di sapore squisitamente “artigianale”.

NUOVA INTUBAZIONE

Benché funzionante, non testo l’ottica Zeiss e decido di darle nuova intubazione così da poterla usare senza patire per la sorte della meccanica originale che pulisco, lucido e sistemo staticamente all’ingresso di casa a fare bella mostra di sé.

Decido di procedere in modo classico e usare alluminio per realizzare tutto ciò che serve.

Il tubo, di spessore pari a 4 mm. In alluminio temprabile, offre peso ma anche la rigidità assoluta per mantenere inalterate le caratteristiche di precisione di lavorazione dell’obiettivo originale. Inoltre permette una filettatura molto precisa delle parti (alloggiamento della cella dell’obiettivo, raccordo con il focheggiatore, robustezza necessaria all’applicazione diretta della barra a coda di rondine – anch’essa in alluminio e realizzata ex-novo, futuro attacco per il cercatore). Il tutto mi viene realizzato su disegno dai laboratori a Brescia di Sergio Parzani che, insieme a Edoardo (che si occupa della realizzazioni delle colonne in ferro, dei bracci e di tutte le strutture pesanti) si rivela un ottimo e gentilissimo collaboratore esecutivo.

I pezzi vengono realizzati su torni di dimensioni gigantesche e la precisione di lavorazione è “assoluta”.

Scelgo, dopo molti pensieri e una certa esperienza di osservatore, di non dotare l’interno del tubo ottico dei classici diaframmi a “lama di coltello” per la soppressione dei riflessi parassiti e propendo invece per il velluto nero adesivo. La soluzione è mutuata dalla produzione Tele Vue e considerando i risultati che ottiene sui rifrattori apo della celeberrima casa americana non può che essere adeguata alla classe dello strumento su cui lavoro.

Per il focheggiatore cerco un pignone e cremagliera classico (magari rubato alla produzione Takahashi) ma dopo ricerche infruttifere (se non di pezzi non sufficientemente qualitativi) ripiego su un cryford moderno di casa GSO, diametro 2 pollici e riduttore 1:10 a scala graduata. Non rappresenta il non plus ultra tra i sistemi di messa a fuoco ma si presta bene allo scopo.

Nota sull’età dell’obiettivo: ricercando il catalogo Zeiss Jena dei numeri di serie degli obiettivi prodotti trovo una fonte che cita i numeri che iniziano con “200” appartenere agli obiettivi prodotti poco dopo il 1963, dato molto diverso da quello presunto. Nell’attesa di approfondire la questione lascio l’interrogativo aperto.

STAR TEST

Dopo aver montato lo strumento eseguo, in compagnia di un amico che mi assiste per la “prima luce”, lo star test che decreterà il valore dell’ottica e della intubazione.

A doverosa introduzione va ricordato che le lenti di questo strumento (così come di tutta la produzione Zeiss di qualità) dovrebbero essere lavorate a Lambda/20, un valore che ha dell’incredibile (e non solo per l’epoca).

Lo star test, eseguito volutamente con diagonale inserito, è da manuale. Pur utilizzando normalmente rifrattori di produzione Takahashi (che sono tra i migliori attualmente prodotti) resto sbalordito dalla incisione delle immagini che questo strumento restituisce. Le immagini in intrafocale (testate sulla stella VEGA) mostrano anelli concentrici perfettamente spaziati tra loro ed estremamente incisi. Colore degli anelli interni violetto bluastro e colore dell’anello esterno verdastro. In extrafocale l’immagine risulta geometricamente identica e parimenti incisa. Il colore degli anelli di diffrazione è invece identico tra loro. Risultato: lieve sovracorrezione dello sferocromatismo. Nessun errore zonale, lucidatura delle lenti perfettamente eseguita, nessuna luce diffusa.

Dopo questo primo test, eseguito a circa 140x, operiamo alcune osservazioni di stelle doppie (tutte perfettamente risolte fino a 2”, oltre non abbiamo testato) e di Giove che mostra dettagli tipici di un apo moderno da quasi 3 pollici e oltre.

Prestazioni, ci tengo a sottolinearlo, davvero notevoli e molto appaganti. A fuoco, su stelle di prima grandezza, non si nota nessuna aberrazione cromatica. Correzione perfetta di tutte le aberrazioni geometriche e campo perfettamente piano anche con oculari SWA da 68°.

Ci potete contattare a:

diglit@tiscali.it

oppure usare il modulo online.

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