COLLIMATORE "RIGO" PER NEWTON e RIFRATTORI

Anno 2017

UN COLLIMATORE AMATORIALE... BELLO!

Il progetto sembra nascere nasce tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 e viene presentato nel mese di febbraio su alcuni forum popolari.

Non è nuovo, ma è semplice, economico, sufficientemente intuitivo, e funziona, almeno nei limiti meccanici dello strumento su cui lo andiamo ad utilizzare.

Non mi addentrerò in questo breve articolo a spiegare come si collima un newton (anche perché materiale più che esaustivo è possibile recuperarlo on line ad ogni “dove”), mi permetto invece una digressione sia sull’importanza di una corretta collimazione che sul suo continuo controllo.

Accade costantemente di leggere annunci di vendita inerenti telescopi a schema newton o derivato “collimato dalla ditta tal dei tali e mai più toccato”, oppure di astrofili che dichiarano di collimare “alcune volte all’anno” il proprio strumento.

Affermazioni simili, quando non sono riferite a strumentazione in postazione fissa costante e di una certa qualità, mi fanno rabbrividire.

Un qualsiasi strumento, anche di buona marca, che viene montato e smontato per il suo utilizzo, riposto e soggetto sia a trasporti che a sbalzi termici, richiede un controllo costante della collimazione (sia per ogni sessione osservativa che anche, in alcuni casi, più volte durante una notte di impiego sul campo).

Quando ciò non accade si assiste solitamente ad una perdita di prestazioni più o meno sensibile di cui, e mi duole ammetterlo, la maggior parte degli astrofili nemmeno si accorge.

Ho guardato in strumenti, durante alcuni star party, scollimati in modo leggero o palese e quasi mai il legittimo proprietario sembrava esserne edotto.

Benché non ami i sistemi Cheshire, Hartman e similari per accelerare, semplificare e facilitare il compito dell’astrofilo non posso che ammettere che, almeno a livello “statico” e in ore diurne, un primo “aggiustamento generale” eseguito con questi sistemi possa risultare molto utile.

Nella mia esperienza ho potuto utilizzare sistemi prefabbricati di varie marche e di apparente eterogenea qualità notando però una generalizzata (con pochissime eccezioni) scarsa loro applicabilità a causa delle tolleranze sia di diametro dei sistemi stessi che dei portaoculari.

Giochi, basculamenti, flessioni involontarie tendono a vanificare qualsiasi precisione costruttiva a monte degli oculari di collimazione tanto che capita di collimare perfettamente il telescopio con il Cheshire e rendersi poi conto, di notte, che il telescopio è lungi dall’essere a posto.

Per questo motivo preferisco la vecchia magia dell’occhio e della mano e la capacità di comprendere la natura della eventuale scollimazione che deriva da pluriennale esperienza, almeno su strumenti di gente “consumer”.

Il collimatore oggetto di questo articolo ha però almeno due caratteristiche che lo rendono interessante. La prima è la sua notevole economicità, la seconda è quella di poter essere usato sia per la collimazione degli schemi newton e derivati che per quelli a rifrazione.

L’impiego è estremamente semplice e le istruzioni che lo accompagnano sufficientemente dettagliate e semplificate anche se, proprio per la sua natura di prodotto di largo consumo, troverei di aiuto per i neofiti avere immagini “reali” e non solo stilizzate che possano guidare all’utilizzo nel migliore dei modi.

Oltre che su alcuni newton più o meno classici ho testato il collimatore (nel mio caso la sola versione da 2 pollici) su alcuni rifrattori sia a lungo che a corto fuoco trovandone l’impiego molto utile e le risposte date abbastanza precise.

Assolutamente perfetta ad esempio la figura formata testando le ottiche di alcuni apocromatici Takahashi dalla collimazione certa ma molto interessante è stato anche l’impiego sul mio newton Hypertech 100/1000 che ho collimato in prima istanza con il piccolo strumento oggetto di queste righe.

La prova sul cielo ha mostrato una situazione perfettibile ma comunque piuttosto vicina alla condizione ottimale che ha richiesto solamente piccoli finali ritocchi.

Nell'immagine sopra riportata l'esito della collimazione del mio newton 100/1000 Hypertech eseguita con il collimatore RIGO. Si nota ancora un certo margine di miglioramento ma il risultato appare già buono. Stella Arturo ripresa con 8 secondi di esposizione in metodo afocale su smartphone HUAWEI P8. Visibile una piccola inclinazione dell'asse ottico dovuto al supporto del telefonino. In basso l'aspetto delle riflessioni in una BRC-250 (cortesia dell'amico Danilo Pivato).

Mi rammarico non avere la versione da 31,8mm. (che però ordinerò) e che non ne esista, almeno a mia conoscenza, una da 0,965” che farebbe la mia felicità (e credo anche quella di molti altri amatori e cultori del “vintage”.

Nel caso dei rifrattori classici ritengo inoltre utile il sistema per verificare indirettamente la corretta centratura ed assialità del gruppo di focheggiatura con l’asse ottico principale.

Foto sopra: i collimatori nelle loro varie colorazioni e scatoletta contenitrice.

Foto sottostanti: collimatore attivato per la funzione "newton" (rosso) e per la

funzione "rifrattore" (in bianco).

CONCLUSIONI

Due parole desidero ancora spenderle sulla evoluzione che il prodotto ha vissuto nel corso della sua ancora giovane carriera.

I primi esemplari avevano scocca in plastica e benché fossero ben realizzati traspariva la loro estrema economicità (che si rifletteva anche sul prezzo inferiore ai 20 euro per la versione da 2 pollici). Avendo avuto l’occasione di averne uno in prova per gentile concessione del suo ideatore mi sono permesso alcune considerazioni che, pur già latenti nel produttore, hanno forse accelerato il processo di evoluzione tanto da portare, con l’aiuto di un amico tornitore, all’attuale collimatore che si presenta interamente in alluminio anodizzato, piuttosto ben rifinito e di aspetto e solidità adeguati al mercato.

Mi permetto quindi un plauso per l’iniziativa e non posso che consigliare questo piccolo accessorio, dal costo di un oculare economico, che può essere valido aiuto alla preparazione degli strumenti e anche utile ad istruire i più alla corretta collimazione dei propri telescopi.

Con l’informazione che lo scrivente non ha alcuna partecipazione né interesse alcuno nella progettazione e commercializzazione del prodotto artigianale recensito invito, chi fosse eventualmente interessato, a contattare direttamente il produttore CARLO RIGO alla mail: carlorigowind@gmail.com

Ci potete contattare a:

diglit@tiscali.it

oppure usare il modulo online.

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