SATURNO: primi passi

Questa ripresa di Saturno è stata effettuata nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2013 da Milano, in condizioni di seeing “ante-temporale”. Vento teso, fronde degli alberi piegate, una notte meravigliosa per fumare un sigaro ma niente di più lontano dalle condizioni minime per fare qualsiasi tipo di lavoro astronomico (compresa l’osservazione). Il seeing è stato valutato in 2-3/10. Strumento: Takahashi FC100-N + barlow Celestron Ultima 2x + camera ASI 120-MM.

L’immagine sopra è un singolo frame (utile a comprendere le condizioni della serata), quella sotto una veloce elaborazione di un filmato di 30 secondi registrato con un frame-rate variabile tra i 7 e i 20 FPS circa. Motivo di tale basso frame-rate è il settaggio del GAIN piuttosto basso (tenuto volutamente tale).

Al di là delle incapacità elaborative dello scrivente emerge prepotentemente la necessità di un buon seeing per sperare che l’immagine finale sia accettabile.

La notte tra il 20 e il 21 maggio 2013 ho eseguito una nuova prova, con il medesimo set-up delle fotografie precedenti (Takahashi FC 100N + barlow Celestron Ultima 2x + ASI 120-MM), ma con due differenze. La prima è il seeing che, benché disastroso, era lievemente migliore rispetto alle vecchie sessioni di ripresa attestandosi a circa 4/10 (miglioramento marginale). La seconda sono i settaggi della camera con un GAIN un poco più alto e una ulteriore riduzione della risoluzione in pixel per avere un frame rate più alto (che si è attestato tra i 60 e i 70 FPS). Il risultato, benché ancora lontano dalle potenzialità limite dello strumento, è comunque lievemente migliorato e indica la strada giusta da perseguire.

COSA OTTENGONO "QUELLI BRAVI"

Qui ho raccolto le più belle immagini riprese di Saturno con strumenti da 10 cm. A parte una, che è stata ottenuta con un 110, rappresentano il meglio che sono riuscito a trovare nel panorama internazionale. Non c'è in verità molto realizzato con strumenti da soli 4 pollici (tutti rigorosamente apocromatici) sul gigante inanellato, ma quanto riportato ritengo possa considerarsi un po' il limite massimo ottenibile con questa apertura. Ovviamente le immagini sono state riprese in ottime condizioni di seeing e con focali tra i 3 e i 5 metri. Bisogna quindi, aspettando ottime serate e una altezza sull'orizzonte del pianeta maggiore di quella di questo 2013 (Saturno è piuttosto basso in questo periodo) tendere a raggiungere questi risultati. Staremo a vedere...

Ho riprovato a riprendere Saturno nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2013. Quando il pianeta si è presentato nella finestra di cielo lungo la sua eclittica che gli alberi mi lasciano libero le nuvole avevano velato quasi completamente il cielo e ho avuto solo pochi istanti per poter riprendere qualcosa che avesse un segnale visibile. Il seeing era molto povero e valutabile intorno a 4/10, come quasi sempre nell'ultimo mese di incessanti piogge e temporali. Non potevo quindi sperare di avere filmati migliori di quelli ripresi in precedenza ma ho voluto provare ad aggiungere un filtro UV-IR CUT che mi sembra porti un lieve miglioramento generale nella incisione dell'immagine. La mancanza di segnale ha portato ad una immagine un po' scura ma il miglioramento sembra esserci.

I DELETERI EFFETTI DEL SEEING

Indipendentemente dallo strumento utilizzato, se non si ha un ottimo seeing, è inutile fare riprese in alta risoluzione, o quantomeno i risultati che si otterranno saranno estremamente livellati. 

La prova è stata condotta in due sere di fina maggio 2013, con condizioni di seeing identiche (o quasi) tra le due sessioni. In entrambi i casi non si andava oltre il valore di 4/10 e la divisione di cassini era appena percepibile all'oculare grazie alla conoscenza della sua esistenza.

Ho messo a confronto, usando la stessa camera ASI 120MM. il medesimo filtro, e grossomodo focali comparabili, tre strumento molto diversi per costo e, in due casi, schema ottico.

Un economico rifrattore acromatico marchiato Heyford da 90/900 mm., un superbo rifrattore acromatico Takahashi FC 100-N (fluorite cristallina minerale aperto a f10 in configurazione steinheil) e un cassegrain classico da 150mm. aperto a f20 (quindi con 3 metri di focale nativa).

I primi due strumenti hanno visto l'aggiunta di una barlow Celestron Ultima 2x che portava le loro focali a rispettivamente 1,8 metri e 2 metri.

I filmati hanno grossomodo lo stesso numero di frame (circa mille cad.) e valori di settaggio della camera comparabili. Il tipo di elaborazione è la medesima per tutte e tre le riprese.

Il risultato è sconvolgente. Seppur di poco, il rifrattore apocromatico ha generato l'immagine migliore, anche nei confronti del ben più "grosso" Cassegrain.

L'acromatico cinese, oltre a "poca apertura" (ma solo il 10% in meno del Takahashi) esibisce una qualità chiaramente inferiore che si palesa sia in visuale che in fotografia.

Qui sotto un ingrandimento delle tre immagini prive di dati. Purtroppo le varie compressioni e il passaggio ai programmi di montaggio ha fatto perdere parte del segnale a tutte e tre.

Il seeing continua ad essere inclemente (anche questa sera del 3/6/2013 non si è andati oltre a 4/10 a 35° sull'orizzonte e circa 5/10 a 60/70°). La cosa non aiuta e, pur continuando a provare a riprendere Saturno comprendo di essere giunto un po' al limite ottenibile in queste condizioni.

La sottostante immagine è invece ripresa con uno strumento più adatto per dimensioni (16 cm.). Si tratta di un newton di casa Takahashi vecchio di oltre 30 anni (classe 1983) che però, nonostante le sue ottime prestazioni generali, si è dovuto accontentare di un pianeta molto basso (fine luglio 2016) che è stato ripreso a circa 18° sopra l'orizzonte e con condizioni di seeing sfavorevoli (non superiori ai 4/10). E' stata impiegata una camera a colori, la QHY5L-II a cui ho "tirato il collo" facendola lavorare a quasi 100 FPS. Su un notevole varore di 15.000 frames ne ho potuti usare solamente il 15% e anche quelli "buoni" sono molto degradati dalla turbolenza massiccia dei bassis trati dell'atmosfera. Ciò che ne è uscito ha una sua dignità ma risulta molto lontano da quanto si possa fare con un 6 pollici circa in condizioni più favorevoli. Posto sia la versione a colori che un'latra ripresa, differente, degradata in sole tonalità BN.

QUANDO SEEING ED ELEVAZIONE NON AIUTANO...

La sottostante immagine è invece ripresa con uno strumento più adatto per dimensioni (16 cm.). Si tratta di un newton di casa Takahashi vecchio di oltre 30 anni (classe 1983) che però, nonostante le sue ottime prestazioni generali, si è dovuto accontentare di un pianeta molto basso (fine luglio 2016) che è stato ripreso a circa 18° sopra l'orizzonte e con condizioni di seeing sfavorevoli (non superiori ai 4/10). E' stata impiegata una camera a colori, la QHY5L-II a cui ho "tirato il collo" facendola lavorare a quasi 100 FPS. Su un notevole varore di 15.000 frames ne ho potuti usare solamente il 15% e anche quelli "buoni" sono molto degradati dalla turbolenza massiccia dei bassis trati dell'atmosfera. Ciò che ne è uscito ha una sua dignità ma risulta molto lontano da quanto si possa fare con un 6 pollici circa in condizioni più favorevoli. Posto sia la versione a colori che un'latra ripresa, differente, degradata in sole tonalità BN (a lato).

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