MARTE - indagine approfondita

Articolo di Andrea Vanoni + contributi esterni - maggio 2014

INTRODUZIONE

Anche per il 2014 Marte è tornato a mostrarsi nei nostri cieli. Il pianeta in questione nei giorni del’opposizione si è trovato a circa 92.450.000 km dalla terra, mostrandosi anche ad occhio nudo molto luminoso, con il suo caratteristico colore rosso. 

La distanza che ha separato marte dalla terra è stata circa il doppio rispetto all’opposizione del 2003 che tutti ricordiamo e quindi anche il diametro del pianeta è risultato inferiore con 15.2” all’opposizione, comunque alla portata anche di piccoli strumenti amatoriali dai 100mm in poi. 

 

Veniamo ad alcuni dati: 

Periodo di rotazione: 24h e 37min 

Periodo di rivoluzione: 686 giorni 

Diametro equatoriale: 6804 km 

Satelliti: Fobos e Deimos 

 

Marte ha iniziato ad essere osservabile/ fotografabile in modo discreto dai primi mesi di febbraio 2014, con orari però abbastanza proibitivi, intorno alle 4.00 del mattino, una fase ancora troppo stretta e di conseguenza con un’altezza decisamente bassa intorno ai 25° (figura 1 - Marte a due mesi dall'opposizione - notare la fase - foto di A. Vanoni). 

Con i primi mesi di Marzo, Marte ha iniziato ad essere decisamente più appetibile e fotografabile per appassionati (figura 2 - Marte dei primi giorni di Marzo - si noti la calotta polare) con orari migliori e con una fase decisamente migliore. Già in quest’occasioni, ho avuto modo di ottenere i primi buoni risultati in alta risoluzione sul pianeta, ottenendo un buon dettaglio superficiale. 

Ad Aprile, nei giorni precedenti l’opposizione Marte ha ridotto la sua fase diminuendo quindi la distanza dalla terra. Ha iniziato ad apparire più luminoso e ad orari accessibili mostrandosi già sopra l’orizzonte dopo le ore 20:00. Marte avendo un periodo di rotazione leggermente superiore di quello terrestre, ci ha mostrato quindi ogni sera, sempre qualche dettaglio in più mostrandoci zone “diverse” dopo pochi giorni. Nel caso specifico (figura 3 - Marte a pochi giorni dall'opposizione - notare dettagli superficiali - foto di A. Vanoni), Marte ci mostra la Sirtis Major, ma soprattutto ci mostra la zona del Monte Elysium con le caratteristiche differenze di Albedo sulla superficie oltre ovviamente alla bianca calotta polare.

L’8 Aprile vi è stata infine l’opposizione del pianeta rosso. La sua luminosità aumentata anche ad occhio nudo già dai giorni precedenti , è aumentata ancora di più consentendo la visione ad occhio nudo di un corpo particolarmente brillante molto vicino alla Luna nuova del mese (figura 4 - Marte il giorno dell'opposizione - foto di A. Vanoni). 

Fortunatamente, a differenza di Giove, Marte ha convissuto bene con il seeing italiano che ha consentito riprese molto buone del “pianeta rosso” trovando la competenza e la preparazione di astroimagers italiani che hanno letteralmente scansionato il pianeta (e lo stanno facendo tutt’ora); citarli tutti sarebbe d’obbligo, dati i loro splendidi lavori, ma non vorrei creare gerarchie o dimenticarmi di qualcuno perciò mi limiterò a complimentarmi con loro. 

In questa occasione, Marte ha mostrato la zona della Chryse Plantia (la zona a nord), mentre a sud ha mostrato il famoso “taglio” di Marte, la Valle Marineris. 

Grazie alle riprese ottenute pre-opposizione e nei giorni recedenti all’opposizione sono riuscito ad ottenere una mappa completa della superficie del pianeta che ho assemblato mediante Winjupos e Photoshop. 

In questo caso, e considerata la grandezza della mappa dovrò tagliare la suddetta per analizzare ogni zona della superficie del pianeta.

LA ZONA DEL MONTE OLIMPO

La zona del monte Olimpo è sicuramente una delle più affascinanti dl pianeta Marte: questo grande vulcano è alto circa 24.000 metri, quasi 3 volte il nostro monte Everest. La particolarità di questa zona è data dal fatto che la piana del monte e la differenza di 

albedo del vulcano appaiono già con diametri medio-piccoli sotto forma di puntino. In diametri di una certa importanza è invece possibile risolvere la forma della piana su cui poggia il Vulcano (figura 7 - Il monte Olimpo spicca nella foto - notare la differenza di albedo sulla piana del vulcano - foto di A. Vanoni) . 

La ripresa mostra la larghezza nonché l’importanza del Monte Olimpo sulla superficie del pianeta. La ripresa è stata effettuata in IR, quindi le nubi vengono tagliate. Altresì, con un RGB puro e soprattutto nel canale B è possibile risolvere molto spesso nubi sopra il monte, come in altre zone dei dintorni. 

Tornando alla zona del Monte Olpimpo, accanto al grande vulcano sono presenti altri 3 piccoli vulcani visibili come piccole differenze di albedo da questa immagine (figura 8 - La zona dei vulcani di Tharsys: ARSIA MONS, PAVONIS MONS, ASCRAEUS MONS - foto di A. Vanoni). Questi vulcani sono rispettivamente l’Arsia Mons, il Pavonis Mons e l’Ascraeus Mons.

LA ZONA DELLA VALLE MARINERIS

Spostandoci più a destra possiamo trovare la zona della Vallis Marineris, della Chryse Planitia e Xathe Terra, oltre ad avvicinarci alla bellissima zona della Sirtis dove vediamo spuntare la Terra Meridiani con il cratere Schiapparelli. Più a nord, il Chasma Boreale e L’Acidalia Planitia. 

Questa zona di Marte è caratterizzata dalla presenza della Vallis Marineris, una frastagliatura lunga circa 3761 km. 

La zona è inoltre famosa per essere stata destinazione di numerose missioni con obiettivo l’esplorazione e lo studio della superficie di Marte. La Chryse Planitia è stato infatti, il luogo di atterraggio della sonda/rover Viking 1 nel 1976, l’ Ares vallis il luogo di atterraggio della missione Mars Pathfinder, mentre in prossimità della Terra Meridiani è atterrato il rover Opportunity nel 2004.

MONTE ELYSIUM E SIRTIS MAJOR

L’ultima zona che andiamo ad analizzare è la zona della Sirtis Major, dell’Arabia Terra e del monte Elysium. Questa è una delle zone maggiormente riprese a causa della forma della Sirte che si staglia partendo dal polo sud sino ad arrivare al centro del pianeta tagliandolo in due sezioni. La zona più ampia è chiamata “Arabia Terra”, a sud possiamo trovare la bellissima terra Meridiani che si ricongiunge alla Sirte mediante il cratere Huygens visibile in foto sotto forma di differenza di albedo. Più a destra, la zona del monte Elysium (figura 11 - foto di Stefano Quaresima). Come per il monte Olimpo, anche questa zona è spesso percorsa da sbuffi di nubi che interessano vari settori e che spesso si trovano ad avere a che fare con l’altezza di Elysium stesso che sovente le blocca. 

Anche questa zona, come quella precedente è stata scelta come meta per due missioni sulla superficie: il rover Spirit è sceso accanto al cratere Gusev, accanto alla Terra Cimeria mentre l’ultimo arrivato, il rover Curiosity è sceso accanto al monte Sharp, accanto alla Aeolis Mensae.

NUVOLE MARZIANE

Come mostrato precedentemente, fenomeni di natura nuvolosa sono presenti sulla superficie del pianeta. In questa opposizione, come in altre, sono stati ripresi da numerosi astrofili. 

Purtroppo il mio lavorare in Infrarosso non mi permette di riprendere le nubi sul pianeta, visibili invece nei canali B di alcuni bravi astroimager. Ecco alcuni esempi: 

Nella prima immagine di Stefano Quaresima, possiamo percepire molto bene la nebulosità sopra alla zona della Vallis Marineris, nebulosità che si congiunge con le pendici del monte Olimpo in basso a destra ( figura 12 - Nuvole sulla Vallis Marineris - foto di Stefano Quaresima). 

Possiamo notare una nebulosità simile nell’immagine di Emanuele De Giorgio, sempre corrispondente alla zona in prossimità del monte Olimpo (figura 13 - Nuvole in prossimità del monte Olimpo - forto di Emanuele De Giorgio). Nella stessa immagine, si evince poi, un’altra zona caratterizzata da nebulosità, la zona in prossimità dell’Arabia terra (figura 14 - Nuvole sull'Arabia Terra - foto di Emanuele De Giorgio)

Queste formazioni nuvolose sono in rapido movimento e non è la prima volta che si evince il loro spostamento in poche ore di ripresa. 

Marte si dimostra quindi un pianeta “vivo” interessante da riprendere anche dall’amatore oltre che ovviamente dall’esperto.

IL POLO NORD

Come lavoro conclusivo riporto la mappa del polo Nord Marziano che ho completato grazie alle riprese di tutte le “facce” di Marte da me riprese. 

Appare subito evidente il polo al centro dell’immagine e come possiamo notare dai confronti con gli anni precedenti, il ghiaccio presente al polo di Marte ha subito una mutazione nel corso degli anni. 

Fotografie di opposizioni precedenti confermano questo cambiamento (crediti immagine HST).

PHOBOS E DEIMOS

Riprendere i due satelliti di Marte in alta risoluzione è pressoché impossibile a meno che di non effettuare una ripresa in lunga esposizione perdendo così informazioni sul pianeta mandandolo in sovra-esposizione. 

Il prezzo da pagare sebbene alto, in condizioni di buona trasparenza abbinata ad un buon cielo permette, se distante abbastanza dal pianeta di scovare uno dei due satelliti naturali. 

Nel mio caso, in una serata particolarmente buona ho ripreso il satellite Deimos, con un’esposizione di circa 5 secondi. La sovrapposizione del pianeta è stata fatta successivamente. La parte bianca è prodotta dal pianeta sovraesposto. 

Si conclude così questo mio report di riprese sul pianeta Marte. 

Debbo dire che è stata un’esperienza entusiasmante, in particolare è stata una soddisfazione l’aver ottenuto la mappatura completa della superficie del pianeta, oltre che alla mappa del polo nord. Considero tutto questo un modo per fare in modo amatoriale, un po’ di scienza.

RINGRAZIAMENTI

Innanzitutto vorrei ringraziare i miei genitori per avermi regalato questa splendida passione che non credevo mi avrebbe portato sino qui. Li ringrazio per la pazienza e per il loro amore nei miei confronti. 

Un ringraziamento alla mia morosa Laura, paziente e curiosa verso i miei lavori. 

Un ringraziamento a tutti gli amici astrofili, Al Gruppo Astrofili Mozzecane, Andrea, Gabriele, Marco, Luca, Manuel, e a tutti coloro che mi spronano sempre a fare meglio e a portare avanti questa mia passione. 

Un ringraziamento a Stefano ed Emanuele per avermi concesso di utilizzare le loro immagini per concludere al meglio questa bella opposizione. 

Un ringraziamento infine a Paolo che mi ospita sul suo sito “Dark-Star”.

 

Concludo con una citazione di Giovanni Schiapparelli che mi rapisce ed emoziona allo stesso tempo: 

 

“Vi è in Marte un mondo intero di cose nuove da studiare, eminentemente proprie a destare la curiosità degli osservatori e dei filosofi, le quali daranno da lavorare a molti telescopi per molti anni.”

STRUMENTAZIONE

Tutte le mie immagini in alta risoluzione sono state realizzate con l seguente strumentazione: 

- Meade ’12 SC 

- Camera: Zwo Asi120mm 

Ci potete contattare a:

diglit@tiscali.it

oppure usare il modulo online.

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