FOTOGRAFIA SENZA GUIDA

E' possibile fotografare oggetti del profondo cielo senza guidare il telescopio?

L'immagine, che ritrae la grande galassia M31 in Andromeda e le sue due compagne satelliti, è la somma di tre fotografie differenti, ottenute al fuoco di un TeleVue Genesis 1° versione (il 100/500 con un solo elemento in fluorite), installato su una montatura equatoriale dotata di solo motore in ascensione retta.

Le pose, scattate con una reflex digitale Canon EOS 1000D non modificata, hanno durata di 30 secondi cadauna.

Il solo accorgimento (con pose così corte e focale limitata a mezzo metro) è quello di stazionare molto bene la montatura e lasciare che il resto "vada da sé".

E' visibile un lieve allungamento stellare ma il difetto è ancora tollerabile, soprattutto considerata la totale mancanza di dispositivi manuali o automatici di correzione.

Un trittico di galassie: NGC 5985, NGC 5981, NGC 5982.

Questa immagine è ancora più "estrema". E' un singolo scatto di 30 secondi di esposizione (stessa strumentazione usata per M31). La foto in alto ritrae l'intero campo inquadrato, quella sotto è un semplice ingrandimento centrato sulle tre galassie.

Si percepisce un accenno dei bracci a spirale e scopo dell'immagine è quello di dimostrare come si riesca a registrare qualcosa di decente anche senza autoguida, programmi di integrazione, pose lunghe.

Ovviamente la somma di più immagini uguali avrebbe portato a risultati migliori, ma questo vuole essere un "minimo" tutto sommato non disprezzabile.

La foto sotto ritrae la porzione di cielo centrata su M101. E' la somma di 5 fotografie differenti eseguite con la medesima strumentazione di quelle sopracitate. Esposizione di 30 secondi per ognuna, nessun tipo di inseguimento se non quello in ascensione retta classico.

Anche in questo caso l'utilizzo di programmi di integrazione particolari e pose più lunghe e numerose, possibilmente autoguidate, avrebbe portato a risultati notevolmente migliori.

Quello sotto è un ingrandimento della stessa immagine con livelli di luminosità e contrasto ritoccati

La foto qui sotto è invece il risultato di una unica posa da 45 secondi

La nebulosa planetaria M27 nella Volpetta. Fotografia ottenuta con la stessa strumentazione delle precedenti ma con singola esposizione di 45 secondi (miracolosamente bene inseguita dalla montatura) e un po' di ritocchi a luminosità e contrasto.

Abbiamo anche una prova effettuata sul celebre ammasso globulare M13 in Ercole. Le foto che seguono sono scevre da ritocchi di alcun genere e quindi estremamente "fedeli". La prima è una somma di 6 foto da 30 secondi (strumentazione come la precedente), la seconda è invece un semplice ingrandimento della stessa immagine.

E per ultimo, almeno per il momento, il soggetto più semplice e, perché no, anche il più logico: una stella. In questo caso si tratta della bella Deneb, la coda del Cigno. In fin dei conti, noi guardiamo le stelle...

Singola posa da 10 secondi.

Su richiesta gentile sono stato spronato a mostrare esempi di foto economica che ritraessero altri soggetti astronomici, generalmente meno luminosi di quelli postati sino ad ora. Vediamo alcuni...

M52 nei Gemelli, un ricco ammasso aperto. Singolo scatto da 30 secondi non elaborato

La COCOON NEBULA. La foto sopra è un singolo scatto da 40 secondi. Quella in basso una somma di 6 scatti singoli da 60 secondi. Il tutto sempre senza Dark e senza inseguimento corretto. Elaborazione minima con photoshop (maldestramente usato, aggiungerei).

NGC 891. Uno scatto singolo da soli 30 secondi nella foto in alto. Nella foto in basso l'ingrandimento ottenuto dalla somma di 12 immagini da 30 secondi come quella di sopra. Il tutto trasformato in "bianco e nero". No Dark o altro, il tutto semplicissimo. Risultato modesto ma "pulito".

Vediamo ora cosa succede a una coppia (con compagne al seguito) molto famosa come M81 e M82 nell'Orsa Maggiore. La prima immagine è frutto di un singolo scatto di 40 secondi al fuoco del Genesis 100/500 senza guida se non quella offerta dal moto sincrono in A.R. della montatura.

La seconda immagine è un ingrandimento della prima per mostrare quanto si intravedano i bracci a spirale se si pone attenzione.

Se volessimo comporre due immagini simili e poi volessimo "spremerle" provando a "tirare" i valori fino a rendere più luminose le galassie otterremmo qualcosa di simile alla prossima immagine. Il risultato è decisamente più vistoso ma anche molto meno naturale e piacevole a mio modo di vedere.

Se invece si gioca leggermente sulle luci e sui filtri da applicare (in questo caso un verde chiaro), si ottiene un risultato finale che tende a conciliare tre aspetti: ridurre il difetto di aberrazione cromatica dell'obiettivo di ripresa, rendere "profondo" il cielo, lasciare i particolari deboli delle galassie sufficientemente contrastati. Il risultato è quello di una immagine molto naturale, non forzata e soprattutto esteticamente gradevole. Si noti come i bracci a spirale si notano meglio e come la puntiformità stellare sia aumentata.

Qui sotto un semplice ingrandimento dell'immagine così ottenuta:

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