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DarkStar nasce come sito web personale per raccogliere esperienze e osservazioni in campo astronomico con la speranza che possano essere di aiuto e ispirazione ad altri. Il sito è aperto a collaborazioni (chi "vuol fare" è sempre bene accetto), si legga a questo proposito la sezione "CHI SIAMO" e "OPEN PAGE".

 

Cherubino - Diglit (al secolo Paolo Casarini)

NUOVI ARTICOLI PUBBLICATI:

BRESSER 152L CUSTOM

Un grosso rifrattore acromatico sottoposto a miglioramenti meccanici e affinamenti si trasforma da discreto outsiders a macchina di pregio capace di ottime prestazioni, almeno in campo visuale.

 

http://www.dark-star.it/astronomia-articoli-e-test/test-strumentali/bresser-152-l-custom/

MIZAR "F" HUYGENS VINTAGE EYEPIECES

Oculari degli anni '60, in barilotto di bachelite ancora oggi intriganti e capaci di prestazioni esaltanti se impiegati nel modo corretto.

 

http://www.dark-star.it/astronomia-articoli-e-test/test-accessori/mizar-f-eyepieces/

DEEP SKY CON LO SMARTPHONE

Forografare gli oggetti del cielo profondo con il telefonino è possibile. Bisogna però accontentarsi di alcuni soggetti luminosi e di risultati piacevoli ma non eclatanti.

 

http://www.dark-star.it/fotografia-con-il-cellulare/deep-sky/

3 o 4 POLLICI PER OSERVARE I PIANETI?

Un rifrattore classico, blasonato e raro da 3 pollici e uno modernissimo, economico ma molto performante da 4 pollici. Quale lavora meglio in visuale per osservare i pianeti? Test su Luna e Venere.

 

http://www.dark-star.it/astronomia-articoli-e-test/fighting-telescopes/3-vs-4-refractors-on-planets/

DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE:

- OCULARI MIZAR "F" HUYGENS ANNI '60: ancora utili o semplicemente oggetti per nostalgici?

- "PROFONDO CIELO": maggio 1995, viene pubblicato un volume che farà storia. Da oltre 20 anni con me, nel bene e nel male...

- DIGISCOPING SMARTPHONE ADAPTER: un supporto economico per fotografare in afocale con il telefonino.

VENERE: 19/1/2017 - TAKAHASHI FCT-150

Nel pomeriggio del 19 gennaio 2017 ho sfruttato il poco tempo libero a mia disposizione per eseguire un paio di riprese di Venere usando l'amato rifrattore Takahashi FCT-150 che impiego sempre raramente a favore di test e prove con strumenti meno "eclatanti".

Benché non rappresenti certo il telescopio migliore nella ripresa di Venere (per cui serve un po' di diametro e filtri molto stretti oltre che una camera rigorosamente monocromatica sensibile al UV o all'infrarosso a seconda dei casi), i risultati sono stati più che discreti.

Abbinato alla camerina a colori (avevo quella per le mani e non la amo su Venere, molto meglio una MONO) QHY5L-II e solamente ad una barlow 2,5x (quindi con focale equivalente di circa 2,7 metri (piuttosto limitata con un certo sottocampionamento ben visibile) ho ripreso due filmati da 15.000 frames di cui ne ho tenuti circa il 40%.

Un filmato senza filtri e uno, per provare, con il filtro violetto chiaro 047 (come indicato in calce all'immagine). Seeing medio (tra i 5 e i 6/10 un po' altalenante).

VENERE DI CORSA CON STRUMENTAZIONE MINIMA (65mm.)

Un Venere dietro agli alberi...

Ho montato senza nemmeno la giacca a vento.

Niente Barlow, non avevo tempo di modificare i raccordi di tiraggio.

Nessun filtro, camerina a colori da pochi soldi.

Telescopio Takahashi 65/900 acromatico.

Pochi frames, solo 700, poi i rami non permettevano nemmeno la messa a fuoco. Ho fotografato lo schermo con il telefonino e posto l’immagine “così com’è”.

DEEP SKY CON LO SMARTPHONE

Possibile? Impossibile? Dipende... sicuramente le possibilità non sono eccezionali ma si può comunque eseguire qualche lavoro simpatico, divertente e anche di discreta soddisfazione se si considera la strumentazione usata e le sue intrinseche limitazioni. Ho eseguito una serie di prove raccogliendo gioie e delusioni.

http://www.dark-star.it/fotografia-con-il-cellulare/deep-sky/

MIZAR OLD EYEPIECES AND CAMERA ADAPTER

Siamo negli anni '60 e la produzione Mizar è vasta e di qualità. Tra la molteplicità dell'offerta compaiono anche oculari OR, K, AH, HM, e una strana economica serie denominata "F". Ne ho acquistato un set completo (3 oculari e filtro solare) per testarli e scoprire come sono fatti e quali le loro caratteristiche principali. Tradizionali Huygens che lavorano in modo eccellente a centro campo e impongono molte limitazioni in osservazioni che non siano dedicate all'alta risoluzione. Oggi sono ancora utili o, come molti astrofili poco smaliziati affermano, sono buoni solo per il loro valore nostalgico-collezionistico?

http://www.dark-star.it/astronomia-articoli-e-test/test-accessori/mizar-f-eyepieces/

A completamento progressivo del set-up Mizar (a corredo sia del 60/1000 che del 100/600) ho recuperato un bellissimo e magnificamente conservato adattatore per camera che permette il collegamento di una macchina fotografica al telescopio con possibilità di inserire filtri e oculari per la fotografia in afocale in proiezione.

DIGISCOPING SMARTPHONE ADAPTER

E' diventata una "quasi moda" quella di fotografare pianeti e Luna con lo smartphone. Il livello è ancora basso ma ho una qualche responsabilità nell'aver sdoganato una pratica che a molti sembrava infruttuosa. Quando cominciai, alcuni anni fa, ero tra i primissimi e quanto si faceva era frutto di bricolage e pazienza, oggi il mercato sembra più maturo ma vanno valutati costi e prestazioni per non lasciarsi inutilmente "spennare" da prodotti carissimi (in proporzione) e di valore reale basso. Prossimamente l'articolo completo...

A NEW INCOMING TOY (80 days more to have...)

Il Mizar Hino 60/1000 non è uno strumento né raro né costoso (almeno in Giappone). Non è però facilissimo trovarlo completo e soprattutto non è facile imbattersi nella configurazione 1981. Sembra infatti che lo sposalizio tra il tubo 60 F16,7 e la montatura equatoriale sia durato poco, in età avanzata della vita commerciale dello strumento, sicuramente nel 1981 ma non prima del 1980 e probabilmente non dopo il 1982. Solitamente il 60/1000 era dotato della piccola forcellina altazimutale o di una montatura similare alla "custom Vixen" in una configurazione più "cheap e trasportabile" ma molto meno robusta.

Sebbene all’epoca fosse più prestigiosa la versione 68/1000 (il diametro da 68 millimetri è un cavallo di battaglia della produzione Mizar) ho preferito acquistare il 60 millimetri perché dotato di una ghiera della cella serigrafata con il logo storico e con le scritte del tempo.

Differentemente dal "68" la cella del più piccolo "60" non è regolabile ma la sua livrea è, almeno ai miei occhi, più accattivante.

There’s more than one way to look at a universe!

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