INVIDIA DELLE IMMAGINI ALTRUI, QUALE SENSO?

Le inutili e pietose “bagarre” - novembre 2014

Da questo piccolo angolo di mondo vorrei spendere qualche parola sulla bagarre a cui si assiste oramai da molti mesi, per non dire un paio di anni, in riferimento alle belle, bellissime immagini che alcuni fotografi planetari effettuano e postano sui forum popolari e social media e di cui, oramai, è pieno il web.

Chi, come il sottoscritto, guarda con spirito puramente turistico queste immagini non può che ringraziare gli autori per lo spettacolo che offrono. Non mi è quasi mai capitato di analizzare con critica e minuziosa attenzione i singoli dettagli o la eventuale convivenza di features visibili solo in selezionate bande dello spettro. Mi è sempre però piaciuto, a livello estetico ed emotivo, godere di questi lavori e penso che sia, in generale, il pensiero della maggior parte degli “astrofili per hobby” che popolano il nostro e altri paesi.

La punta di disapprovazione segue però alcune discussioni scaturite, per motivi ritengo di invidia o peggio ancor delazione, dalle immagini circolanti.

Esistono sparuti gruppetti, il cui seguito è fortunatamente limitato a pochi, scelti adepti, in cui ci si diverte a bersagliare tali immagini accusando gli autori di scarsa trasparenza, disonestà intellettuale, e falso.

Benché molte delle immagini incriminate raggiungano dettagli di altissimo livello, queste stesse immagini non portano né premi né progresso scientifico. C’è sicuramente l’ammirazione dei più, la pubblicazione su qualche rivista del settore (contentino per l’Ego) ma, a livello meramente pratico, queste fotografie sono un bel passatempo che inorgoglisce giustamente chi le produce e lascia ammirazione in chi le guarda. Nessuno degli studiosi dei moti convettivi e distributivi delle atmosfere planetarie le prende per “oro colato” e se anche alcune di queste possono incuriosire i professionisti e far loro puntare le meravigliose strumentazioni di cui dispongono per indagare più approfonditamente (e magari accorgersi di novità importanti che richiedono ben altro tipo di indagine), l’intento non è quello di far progredire la scienza ma semplicemente quello di divertirsi.

E’ quindi estremamente spiacevole vedere zuffe telematiche a distanza che hanno, come unico fine, il discredito o il tentativo di ergersi a giudici totali e inappuntabili della verità.

La stessa natura delle riprese planetarie (e come queste anche quelle che interessano oggetti del cielo profondo) è principalmente (almeno finché non ci saranno indicazioni diverse circostanziate) quello di ottenere qualcosa di “bello”.

Questo dovrebbe essere sufficiente a far deporre le armi agli irriducibili della competizione. Non è (o dovrebbe essere) forse così?

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