EIKOW 114/1200 - 115/1200 (STH-5000)

INTRODUZIONE

C’è uno strumento che più di ogni altro incarna la bizzarria dell’astronomia amatoriale degli anni ’60 e che ha saputo conquistarsi un posto di nicchia nell’immaginario collettivo dei collezionisti. Non per prestazioni assolute e nemmeno per blasone ma perché è stato “il primo” in qualcosa. 

L’Eikow 114-1200 non è probabilmente il miglior 11 cm. esistente o esistito, non è il più bello, non è il più famoso, e pur molto difficile da trovare non è il “più” raro.

Ha però due primati che non sono da sottovalutare sia dal punto di vista “tecnico innovativo” che da quello “cinematografico”.

E’ infatti il primo strumento collassabile amatoriale prodotto ed è anche presente in ben cinque episodi di SPAZIO 1999, esattamente il n° 4 dell’anno 1, dal titolo originale: “RING AROUND THE MOON”, e il n° 6 dello stesso anno con titolo: “ANOTHER TIME, ANOTHER PLACE” e poi, nella seconda stagione, negli episodi 8: “ARCHAON”, 18: “ATTENTI AI TERRESTRI”, e 23: “IL LAMPO CHE UCCIDE”.

Nell’odissea spaziale della base lunare Alpha, il nostro Eikow 114-1200 è conosciuto con l’evocativo nome di “THERMAL LANCE” ma è anche usato, nella prima serie, come vero e proprio telescopio dal Dott. Victor Bergman.

E’ indubbio che io sia stato, e lo sia tutt’ora, un fan della serie televisiva prodotta tra il 1975 e il 1977 e resti profondamente legato all’indimenticabile Martin Landau per motivi che non svelerò (mi si conceda pur qualche mistero), ma anche se così non fosse sarebbe impossibile non citare l’opera parlando del particolare Eikow che ho accolto nella mia piccola collezione sentimentale.

Un altro primato dello strano telescopio costruito tra il 1968 e il 1973 riguarda la mutevolezza delle sue sigle. In europa veniva venduto con i marchi di Paralux, Dauer, e Admiral mentre in Giappone manteneva il marchio originale Eikow. 

Venne declinato in almeno tre versioni originali: 6TH-380, STH-4000, entrambe con dicitura 114/1200, e STH-5000 con dicitura 115/1200 oltre ad una serie di sigle “parallele” e proprie dei marchi di appoggio usati per la distribuzione europea e americana.

Sopra: la versione STH-4000 a sinistra e STH-5000 a destra (vendute al tempo rispettivamente a 40.000 e 50.000 yen). Sotto: la versione "entry level 6TH-380 (prezzo di liestino circa 32.000 yen).

Quando ho deciso di partecipare all’asta ero conscio delle condizioni avevo solo poche immagini per considerare le terribili condizioni dello strumento e questo senza conoscere nulla dello stato degli specchi che temevo fossero completamente da rifare. Ho deciso comunque di strappare ai cugini del Sol Levante questa rarità e tentare di ridargli qui lo splendore di un tempo.

Lo strumento è giunto dopo quasi tre mesi di attesa e dopo aver attraversato mezzo mondo via nave, unico modo per limitare un po’ i costi di trasporto di un bagaglio da oltre 25 chilogrammi di peso e un ingombro non proprio limitato. I più non riflettono ma il solo trasporto di un simile strumento, a cui vanno aggiunti i costi doganali, supera di slancio i 300 euro, poco meno di quanto oggi richiesto per un rifrattore ED da 60 millimetri con vocazione fotografica.

Sopra: immagini che accompagnavano l'asta giapponese. Le condizioni di ogni parte visibile dello strumento apparivano disarmanti ma avevo la speranza di poterlo riportare alla gloria

della fine dei "fabolous '60". Un bel rischio... Sotto: immagine del "pacco" arrivato a casa.

Ricevere il “pacco” è stato emozionante e ammetto di avere indugiato a lungo prima di aprirlo, servendomi un tè aromatico per assaporare meglio il momento e quietare l’ansia.

CARATTERISTICHE SALIENTI

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